La scuola fin dalle prime chiusure avvenute esattamente lo scorso anno è stata oggetto di accesi dibattiti, se da un lato i virologi si opposero fortemente all’accesso da parte di studenti e insegnati, dall’altro,  l’allora Ministro della Pubblica Istruzione Lucia Azzolina sostenne la didattica in presenza , nonostante l’emergenza sanitaria.
Appena ho avuto l’occasione, ho accettato di buon grado l’invito a seguire una sessione di Dad, al fine di raccogliere pensieri e stati d’animo di tutti coloro che vivono questa situazione in prima persona.
La  lezione  in questione è matematica finanziaria, ed è tenuta dal professor Cosimo De RIccardis, insegnante presso l’Istituto di istruzione secondaria superiore IIS Giorgi di Milano.

Come mi spiega Luca Pasqualetto, alunno della scuola serale: “ In quinta sarebbe meglio essere in presenza. Uno dei problemi è la stanchezza mentale che questo metodo comporta.
Mi sono reso conto che la scuola in presenza costituiva una sorta di svago: nel corso dell’intervallo, una sigaretta e quattro chiacchiere insieme. Questo adesso non è più possibile ”.
Luca è uno studente/lavoratore, in questo momento tramite la scuola è alle prese con uno stage aziendale: “  È difficoltoso conciliare lo stage con le lezioni online. In presenza era meno stancante”, come tanti in questa fase storica è alle prese con le proprie preoccupazioni: “ In generale, il futuro mi spaventa, così come la maturità”.

Anche Patrizia Italiano, mi racconta la sua storia: “ Ho quarantuno anni, due figlie, una di diciassette e l’altra di tredici anni. Sono divorziata. Ho scelto di riprendere il percorso scolastico per avere una posizione migliore. È dura gestire figlie, lavoro e lezioni online. Finalmente sono giunta alla fine che, ammetto, mi terrorizza. La maturità mi mette ansia”.

La mano passa poi  al loro professore.

Allora, prof, come viene strutturata la DAD per le scuole superiori?

L’orario è lo stesso che in presenza, gli alunni ricevono un invito in base all’orario programmato e accedono alla lezione on line; alcuni studenti lavoratori con il cellulare in base all’orario di lavoro riescono anche a seguire le lezioni nel tragitto lavoro/ casa. Essendo un serale si fanno quanti più esercizi possibile in classe, mentre in dad li fa il prof. e gli alunni li vedono sullo schermo del PC o anche del cellulare. A fine lezione invio sempre le foto di quanto eseguito su Whats App a tutta la classe così se li ritrovano sul PC e li possono guardare sul cellulare in qualunque momento della giornata, anche in pausa pranzo.
Gli alunni fanno inoltre foto degli esercizi che non riescono e li inviano a tutte le ore, sabato e domenica compresi. In tal modo possono porre domande circa l’errore nel procedimento.

Interrogazioni e compiti in classe come vengono organizzati?

Si cerca di fare il tutto il più possibile come se fossimo in presenza, anche se fare interrogazioni on line non è come farle in classe,  ma devo dire che la maggior parte degli studenti è motivata e si impegna molto.

Da professore, come stai vivendo questa situazione?

Fare lezione da casa è più stressante e stancante che farlo in presenza,  sia perché è più difficile capire quanto gli studenti riescono a seguire anche se, ormai, ,a un anno di dad ci siamo abituati, e sia perché dopo aver spiegato sono sempre io che cerco di fare quanti più esercizi è possibile, per facilitare l’apprendimento.

Quali sono i maggiori disagi creati non solo a te, ma anche ai tuoi studenti?

A me manca la classe e i colleghi con cui durante l’intervallo e a fine lezione si scambiavano due parole su scuola, società, politica, andamento borsa, stage, ciò che sta facendo l’alunno che si è diplomato. Discutevamo su chi ha cambiato lavoro, sul libro scritto dalla collega. Insomma, un po’ di tutto.

La didattica a distanza ha avuto il merito di permettere al settore istruzione di non fermarsi, materialmente quali sono però i suoi contro?

La didattica a distanza ha avuto il merito di permettere al settore istruzione di non fermarsi,
I contro è che non hai il contatto con gli alunni e con i colleghi

Come organizzerai la preparazione all’esame di stato dei tuoi alunni?

Cercherò di prepararli il più possibile facendoli appassionare alla materia e aiutandoli a trovare i collegamenti con le altre discipline. Tra colleghi ci stiamo dividendo gli studenti nell’elaborato che i ragazzi dovranno consegnare entro il 31 maggio sull’argomento specifico che sarà comunicato dal consiglio di classe entro il 30 aprile. Gli studenti avranno un mese di tempo per svilupparlo e trasmetterlo al docente di riferimento per posta elettronica entro il 31 maggio.
Conto di organizzare dei corsi di recupero per prepararli meglio ed eventualmente effettuare una simulazione dell’esame di stato.

Da quanto risulta, la DAD ha permesso, seppur tra mille difficoltà ai ragazzi di proseguire con la loro formazione.
Certo, questo strumento ha dei limiti: non potrà mai sostituire la scuola nelle sue ulteriori e fondamentali funzioni educative, psicologiche e di integrazione culturale,
Infine, il mio pensiero è rivolto a questi ragazzi, dal mio canto fortissimi, al quale auguro un futuro ricco di soddisfazioni e che possa essere commisurato alla ferrea volontà e a tutti gli sforzi che hanno permesso loro di plasmarsi, culturalmente e personalmente.

Intervista a cura Mara Cozzoli

Articolo ripreso per concessione da www.milanopiusociale.it

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